Stena Recycling

23 mag 2022

STENA è una Multinazionale svedese leader nel sistema industriale per il trattamento rifiuti e per l’economia circolare, con un fatturato di circa 2,7 miliardi di euro, 19.000 dipendenti e più di 6.000.000 di tonnellate di rifiuti trattati dai quali, grazie a tecnologie in continua evoluzione, estrae: metalli ferrosi, rame, alluminio, acciaio, e plastiche. 
In Italia, con STENA RECYCLNG, attraverso i tre impianti di ad Angiari (VR), Cavenago (MB) e Carpi (Mo), rappresenta un'eccellenza e un esempio della capacità del nostro paese di attrarre capitali stranieri che generino un positivo impatto socio economico sui territori sui quali insistono.
Con l’innovativo reparto PMR (Precious Metals Refinery (PMR) è "l’unica" realtà presente sul territorio Italiano che, dopo un primo trattamento dei piccoli elettrodomestici, è in grado di effettuare i trattamenti successivi per “concentrare” i metalli non ferrosi (Alluminio e Rame) e i metalli preziosi (Oro, Argento, Palladio e Platino) inviati alle raffinerie per il trattamento finale effettuato con processi metallurgici.

I NOSTRI NUMERI OGGI

  • 200 DIPENDENTI
  • 117.000 TONNELLATE DI RIFIUTI RICICLATI
  • 43 MEURO TURNOVER
  • 6.000.000€ INDOTTO PER SERVIZI DI OUTSORCING

Oggi STENA RECYCLING scommette ancor di più sull’Italia, con l’ampliamento dell’impianto di Angiari (VR), dove viene già eseguito il trattamento dei RAEE, e l’installazione di tecnologie necessarie a trattare le plastiche ricavate dai RAEE per produrre un prodotto finito. In occasione della presentazione al mercato e in particolar modo ai settori Automotive e Appliance (elettrodomestici), tra i principali acquirenti di materie prime seconde come i polimeri, sono stati resi noti i risultati dei test effettuati in collaborazione con SIGIT, azienda del gruppo SOAG (Sigit Oman Automotive Group), che all’interno dei propri laboratori ha testato i polimeri prodotti dall’impianto gemello STENA di Halmstad (Svezia).

I risultati ottenuti hanno dimostrato che i polimeri rigenerati da STENA con il trattamento delle plastiche dei RAEE (PS, ABS e PP), superano i severi test di omologazione dei settori più esigenti quali appunto quelli dell’automotive e Appliance (elettrodomestici).

L’impianto STENA, così evoluto ha un potenziale altissimo di recepire materiale plastico, potendo assorbire a pieno regime circa la metà della plastica che viene generata dal trattamento di dismantling meccanico di queste attrezzature garantendo:

  • la compliance grazie al processo di identificazione e separazione dellaplastica contenente i ritardanti di fiamma bromurati (dannosi per l’ambientale e per la salute umana)
  • il rimpiego di polimeri rigenerati (polipropilene, polistirene, polietilene) ampiamente utilizzati dalle filiere produttive AEE e automotive
  • la possibilità di recuperare oltre il 65% di plastica.

Questo aspetto posiziona STENA tra le eccellenze italiane ed europee (ad oggi esistono solo 5/6 players sul mercato Europeo con capacità produttive analoghe).

I numeri del progetto STENA:

  • 20 mio di investimento
  • 80 nuovi posti di lavoro
  • 80.000 ton plastica trattate
  • 55.000 ton di CO2 risparmiata
  • 40.000 ton di nuovo prodotto

Oggi più che mai serve promuovere e stimolare l’utilizzo di plastica proveniente da riciclo anche attraverso un design dei prodotti ottimizzato per il loro impiego. Solo così è possibile creare filiere in grado di valorizzare il materiale ricavato dai rifiuti, una volta che le caratteristiche ne garantiscono il potenziale impiego.

L’aumento della domanda a valle agisce poi da ulteriore stimolo per lo sviluppo di processi sempre più efficaci, creando un incentivo virtuoso per la raccolta dei rifiuti RAEE, dai quali possono essere ottenuti i polimeri che alimenteranno nuovi cicli produttivi. Ecco quindi le raccomandazioni per questo esempio concreto di circolarità virtuosa:

  1. Aumentare le quantità di plastica RAEE che raggiungono impianti di riciclaggio appartenenti a filiere virtuose
  2. Incentivare l’utilizzo di materiale post consumo per aumentare la domanda di riciclati con l’utilizzo di target e fiscalità premiante per chi li raggiungono.
  3. Creare dialogo tra produttori e riciclatori per valutare come la scelta dei polimeri e additivi influenza la riciclabilità della plastica
  4. Sviluppare metodi innovativi di selezione e riciclaggio per recuperare una quota maggiore di plastica, permettendo per esempio il recupero di polimeri PC-ABS, PA o PBT.

Cercare partnership durature con i produttori per ottimizzare il design in funzione della separazione delle parti riciclabili e diffondere la consapevolezza che si può creare concretamente valore se c’è conoscenza e sensibilità.

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