Agenda 2022-2030

di Luca Mazzara

«Fondamentale sapere di che cosa sono fatti gli oggetti, questa è la risorsa più preziosa»

04 mag 2022

Sostenibilità e riciclo, provando a pensare che in fondo la materia di cui sono fatte le cose è la risorsa più preziosa. E allora ecco che il tema dell'ambiente, del green e di un certo modo di approcciarsi al tema della sostenibilità entra anche nelle aule universitarie, dove si costruiscono non solo i saperi ma anche i valori. Con l'ateneo scaligero in prima linea sul versante della sostenibilità, non solo ambientale ma anche sociale ed economica, come spiega il professor Matteo Nicolini, docente di Diritto pubblico comparato e referente del rettore per le tematiche legate alla sostenibilità.

Qual è la linea istituzionale dell'ateneo veronese sul tema della sostenibilità, e come questo tema viene declinato con iniziative, eventi, ecc.?
L'università di Verona ha da sempre dedicato particolare attenzione alla sostenibilità - in primo luogo ambientale, ma anche economica e sociale. Infatti, lo statuto ( la "costituzione" dell'ateneo) annovera il principio fra quelli che ne informano le finalità istituzionali: la crescita, l'elaborazione critica e la diffusione del sapere avvengono in un contesto che coniuga innovazione e, appunto, sostenibilità ambientale. Annoverare il rispetto dell'ambiente e lo sviluppo sostenibile fra i capisaldi dell'azione dell'università di Verona ha ricadute notevoli sulle azioni intraprese. In qualità di referente del rettore per la sostenibilità ambientale, il mio impegno è primariamente rivolto alla formazione di una cultura della sostenibilità. Non è un caso che, con il supporto del rettore, del direttore generale e della direzione tecnica e logistica abbiamo avviato già nel 2020 in piena pandemia, quella che possiamo definire la "transizione ecologica Univr", mediante la pianificazione di una pluralità di interventi concreti, il cui obiettivo è la creazione di una comunità universitaria matura, consapevole e attenta alle problematiche ruotanti attorno alla sostenibilità ambientale.

In termini concreti cosa vuol dire?
La scelta di adottare azioni concrete di transizione ecologica ha comportato un piccolo riassetto organizzativo nella governance dell'università. Alla Commissione Sostenibilità di Ateneo - che limitava le proprie attività alla sola sensibilizzazione in tema di sostenibilità - è subentrato un nuovo organismo: la Commissione della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (Commissione RUS), composta dal referente del rettore per la sostenibilità ambientale dai docenti e dal personale tecnico-amministrativo, per mettere in atto azioni coordinate su più piani, quali, ad esempio, la diffusione di buone pratiche di sostenibilità, le attività a sostegno delle tre missioni istituzionali dell'università (didattica, ricerca, terza missione), la promozione degli SDGs - gli obiettivi di sviluppo sostenibile - dell'Agenda 2030. Tra le prime azioni adottate, abbiamo puntato sull'installazione di erogatori d'acqua (con conseguente eliminazione delle bottiglie di plastica), la distribuzione di borracce agli studenti, il conferimento differenziato delle mascherine chirurgiche e Ffp2, nonché la progettazione e l'allestimento di aree picnic sostenibili in quattro sedi dell'ateneo.

Come hanno reagito gli studenti?
Molte delle iniziative sono realizzate coinvolgendo altri attori istituzionali: il Comune, con il quale l'università ha un patto di sussidiarietà, e la Regione Veneto per la realizzazione di studi e pratiche in materia di acquisti "verdi" delle amministrazioni pubbliche. Con altri soggetti (municipalizzate e consorzi di bonifica, ad esempio), abbiamo organizzato seminari e incontri sul tema dell'utilizzo sostenibile e consapevole della risorsa acqua. Come università, siamo poi parte della "Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile" (RUS), alla quale partecipano i membri della Commissione RUS in sette ambiti considerati strategici per lo sviluppo sostenibile: cambiamenti climatici, cibo, educazione, energia inclusione e giustizia sociale, mobilità, rifiuti. L'università punta anche a un maggiore ed effettivo coinvolgimento delle giovani generazioni. Nella Commissione siedono due studenti e con la comunità studentesca affrontiamo temi e problemi che li riguardano in prima persona. Un esempio è dato dalle "Pillole di Sostenibilità", nell'organizzazione delle quali le associazioni studentesche sono coinvolte in prima persona e che vedono studenti e docenti dell'ateneo dialogano attorno a temi e obiettivi dell'Agenda 2030.

Perché è importante parlare di questi temi anche all'università? L'università è luogo di formazione in cui agli studenti è trasmesso un sapere che deve essere in primo luogo critico. Non si tratta solo di trasmettere nozioni, ma di far acquisire gli strumenti metodologici che consentano di declinare le conoscenze in termini di competenze. Agli studenti e alle studentesse insegniamo, in altre parole, a comprendere la complessità del mondo reale. La sostenibilità integra e arricchisce la formazione degli studenti consentendo loro di applicare il sapere critico che s'è acquisito in contesti concreti, che subiscono le conseguenze dei cambiamenti climatici. In tale cornice formativa s'inseriscono le attività e azioni che, come ateneo, proponiamo alla comunità universitaria, in generale, e studentesca, in particolare. Formiamo, cioè, anche futuri cittadini che opereranno in un mondo in continuo cambiamento. Avvertiamo pertanto la necessità di condividere le buone pratiche di sostenibilità con associazioni e attori del territorio, anche favorendo dinamiche inclusive fra generazioni, gruppi, settori produttivi. Le azioni di sostenibilità devono pertanto saper generare spazi, luoghi e reti. Ciò, evidentemente, anche al fine di insegnare ai giovani la capacità di rigenerare il paradigma economico ed ambientale e di adeguarlo alle sfide che li attendono in futuro.

Di sostenibilità si parla molto in questi ultimi anni, come evitare il green washing e il parlarne solo "perché va fatto"?
La classe dirigente e il sistema formativo nel suo complesso devono essere credibili. Sul tema della sostenibilità, infatti, ci giochiamo il futuro del pianeta. L'università di Verona non si occupa di sostenibilità solo perché il tema è oggi di moda. Come abbiamo visto richiamando lo statuto, per il nostro ateneo la promozione della cultura deve realizzarsi in un contesto che coniughi innovazione e, appunto, sostenibilità ambientale. Essere credibili significa pertanto trasmettere un sapere critico, sostenibile e aperto alla società. Solo in questo modo riusciremo davvero a cogliere le sfide del tempo presente e formare le future generazioni in modo che possano intraprendere una carriera professionale con la consapevolezza che essa sarà svolta in un contesto in cui l'ambiente circostante è ormai mutato. La credibilità viene anche dalle nostre azioni. L'università ha stipulato nel 2017 con il Comune di Verona il Patto di sussidiarietà "Il mio capitale verde: investire in conoscenza e nell'ambiente", mirante all'attuazione di interventi di cura e valorizzazione del patrimonio arboreo cittadino e dell'educazione all'ambiente delle giovani generazioni. Nel 2021, la collaborazione si è allargata fino a comprendere Il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità - Centro Nazionale Biodiversità di Peri, che fornisce le piante da mettere a dimora per il nuovo progetto ideato dall'università, quale la realizzazione di un'area picnic nell'area prospiciente l'ex caserma Santa Marta. Ancora, la nostra "battaglia" contro la pratica del green washing emerge dall'adesione al tavolo del Green Public Procurement(GPP) coordinato dalla Regione Veneto e che coinvolge, oltre alla Regione e a noi, le università del Veneto (Ca' Foscari, Padova e IUAV), Unioncamere e Arpav. L'obiettivo è avere tavoli permanente per la modifica dei Criteri Ambientali Minimi(CAM); volendo semplificare, essi rappresentano lo "spirito ecologico" dei bandi d'appalto. In questi anni, abbiamo partecipato alla stesura dei documenti guida per l'affidamento dei servizi in materia di gestione verde pubblico e di pulizie negli edifici pubblici; inoltre, sono stati prodotti due studi: il primo sull'uso della plastica negli acquisti della pubblica amministrazione; il secondo sul sistema alimentare. Essere credibili, infine, è anche rendicontare agli attori del territorio le nostre attività. Abbiamo istituito un tavolo tecnico, presieduto dalla professoressa Silvia Cantele del dipartimento di Economia aziendale, per poter redigere un bilancio di sostenibilità dell'università, che ci consentirà di illustrare i risultati delle nostre azioni alla luce dei SDGs nell'ambito della didattica e formazione, della ricerca scientifica e della terza missione. Non si tratta solo di essere "performanti": il bilancio di sostenibilità ci aiuterà a tradurre tale performatività in azioni concrete di cura e di protezione dell'ambiente mediante processi di costruzione di una comunità più "sostenibile".

Come il tema della sostenibilità sta entrando ed entrerà nelle aule a contatto diretto con gli studenti?
Il tema entra nelle aule universitarie in più modi. Da una parte, favorendo azioni e comportamenti sostenibili. Questo implica l'adozione di azioni strutturali quali l'eliminazione delle bottigliette di plastica, avviare una seria filiera della raccolta differenziata, organizzando seminari e incontri con studenti sui temi della sostenibilità. Dall'altra parte, si può agire sul piano della formazione di una cultura ambientale. Anche qui l'università organizza numerose attività. Ho già richiamato le "Pillole di Sostenibilità", che rappresentano un momento di confronto mediante il quale la comunità scientifica e le associazioni studentesche discutono su temi d'attualità legati alle dimensioni ambientale, economica e sociale della sostenibilità. Le tematiche sono individuate dalle associazioni studentesche in ragione degli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il prossimo appuntamento è previsto per l'11 maggio 2022 e avrà come titolo "Fare l'impresa: dall'individuo alla comunità sostenibile": l'organizzatore, il professor Angelo Pietrobelli, componente della RUS, e la dottoressa Elena Claire Ricci dialogheranno con gli studenti e il dottor Alessandro Riello, ad di Sierra Aria porterà la sua esperienza di imprenditore al servizio della comunità. La Commissione RUS organizza anche il corso "Vivere, lavorare e produrre sostenibilmente", che si propone di far acquisire agli studenti un approccio multidisciplinare alla sostenibilità, coniugando saperi economici, giuridici, sociologici, umanistici e delle scienze dure, con un aggiornamento sul contributo apportato dalle tecnologie informatiche e alle recenti tendenze in ambito di economia circolare. Nel 2022 i professori Claudia Daffara e David Bolzonella hanno dedicato il corso a "Umanità e clima: una lunga storia", che analizza la storia delle variazioni climatiche e la loro influenza sulla vita dell'uomo. Sono inoltre analizzati gli aspetti giuridici del tema, oltre ad alcune possibili soluzioni di tipo regolatorio (carbon trading) e tecnologico in ambito energetico e logistico per la riduzione delle emissioni di gas clima alteranti. La Commissione ha inoltre avviato un progetto di mappatura della didattica di sostenibilità mediante la ricognizione degli insegnamenti erogati nei differenti corsi di studio per la loro connessione agli obiettivi dell'Agenda 2030.Elaborato di concerto con il delegato alla Didattica, il professor Federico Schena, esso mira a costruire un catalogo di competenze trasversali fruibili dagli studenti di tutto l'ateneo. Sempre di tagli trasversale ha il corso e-learning "Obiettivo: sviluppo sostenibile", realizzato con la RUS e Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS). Studenti, personale tecnico-amministrativo, dottorandi, assegnisti e docenti è offerta la possibilità di fruire di due corsi online sui SDGs e l'azienda sostenibile.

Quanto sono interessati e informati gli studenti su questi temi? L'interesse è elevato per le ovvie ragioni che gli studenti di oggi saranno i cittadini di domani, di un pianeta che dovranno riorganizzare e di società la cui carbon footprint andrà integralmente rivista. Sono anche molto informati; e le iniziative che ho illustrato (le "Pillole di Sostenibilità", i corsi trasversali e online) sono partecipati sia in termini di frequenza, sia di interazione con i relatori. Non va dimenticato che lo stesso associazionismo studentesco collabora con la Commissione di Ateneo. Basti pensare che, nell'ambito delle iniziative che l'ateneo ha proposto nell'ultimo "Verona Mountain FilmFestival", la Commissione RUS ha organizzato un pomeriggio di proiezioni di cortometraggi fuori concorso dedicati alle foreste del mondo, in collaborazione con il Festival delle Foreste di Bergamo, con presentazione del professor Gianluca Solla, docente di Filosofia teoretica. Nella tavola rotonda che è seguita, abbiamo con entusiasmo presentato l'ultima associazione studentesca nata"Univr for SDGs". Nella consapevolezza del ruolo che i giovani possono e devono avere nel promuovere un cambiamento culturale e sociale, un rappresentante di tali associazioni rappresenta l'ateneo ad un gruppo di lavoro per il coinvolgimento delle organizzazioni giovanili presso ASviS. Ancora, la Commissione RUS ha supportato il progetto "Climate Change, Global Concerns and the Rights of Future Generations". Finanziato dal programma Erasmus dell'Unione Europea, il progetto ha affrontato uno dei temi centrali dello sviluppo sostenibile: i cambiamenti climatici e, in particolare, le ripercussioni che questi hanno sui diritti di ciascun individuo, sia nel presente sia a danno delle generazioni future. Presentato dall'organizzazione internazionale "Hope for Children" con sede a Cipro, il progetto ha visto la partecipazione dell'ateneo di Verona, insieme all'università di Torino, RinovaLTD (UK) e l'Universidade Nova di Lisbona. Anche cinque studenti dell'ateneo scaligero sono stati coinvolti attraverso laboratori, seminari e incontri con associazioni ambientaliste e culturali prima a livello locale e poi in occasione di workshop tenutosi a Cipro nel marzo 2022.Riguardo la sostenibilità è molto importante il tema del riuso e del riutilizzo, come si declina e come l'università lo porta avanti? Ritengo che serva un'efficace campagna di sensibilizzazione. Al fine di evitare gli effetti del cosiddetto "Overshoot Day" - la giornata del debito ecologico - dovremmo insegnare agli studenti rivalutare la materia della quale sono costituiti gli oggetti che utilizzano ogni giorno. Forma e funzioni degli oggetti sono importanti, certo; ma più importante ancora è saper rivalutare la materia di cui sono composti. Riuso è saper trovare nuove funzioni ad oggetti già esistenti; ma anche saper dare nuova forma (e quindi nuove funzioni) a una materia che sia già entrata a far parte del ciclo produttivo. Il tema del riuso è stato al centro del corso interdisciplinare "Vivere, lavorare e produrre sostenibilmente" del 2021. Il corso era dedicato a "Il riuso: stile o ciclo di vita?". Di natura interdisciplinare, alternava lezioni frontali e incontri con esperti, aziende e attori istituzionali del territorio che hanno fatto del riuso uno "stile di vita" sostenibile. Ricordo la partecipazione del Centro di Riuso creativo del Comune di Verona. Abbiamo anche realizzato il workshop "Uso consapevole, riuso sostenibile", una tavola rotonda sulle buone pratiche aperto alla cittadinanza.

Ci sono delle attività specifiche che state portando avanti e altre che sono in programma per il futuro?
Ho già fatto riferimento alle attività di didattica che stiamo portando avanti. In questa fase storica, abbiamo deciso di ampliare la portata delle nostre azioni per una cultura diffusa della sostenibilità anche aprendoci alle scuole superiori. Abbiamo appena sottoscritto un accordo di collaborazione con la Rete SOS(Scuole Orientate alla Sostenibilità), al fine di rafforzare sinergie e percorsi educativi e sociali nella direzione di nuovi paradigmi imposti dal cambiamento climatico in favore delle future generazioni. Alle sinergie con gli attori del territorio è riportabile anche l'azione intrapresa nel novembre scorso nel giardino del Polo Santa Marta. L'iniziativa è parte del patto di sussidiarietà con il Comune: abbiamo completato l'area picnic con la piantumazione di otto esemplari di Fraxinus angustifolia di tre anni. Donati dal reparto carabinieri Biodiversità di Verona - Centro nazionale biodiversità di Peri, gli alberi provengono da semi raccolti quattro anni fa in un bosco da seme della Pianura Padana veneta in provincia di Venezia. La commissione Rus e la direzione tecnica e logistica dell'università hanno concordato il progetto esecutivo e la piantumazione con lo stesso Comune. Oltre alla creazione delle aree picnic, abbiamo portato avanti altre azioni: oltre ai distributori dell'acqua e alle borracce, v'è l'uso di bicchieri in materiale compostabile nei distributori di bevande calde e l'avvio di azioni di contenimento energetico connesse alla climatizzazione degli ambienti, l'illuminazione, l'utilizzo dell'ascensore, i computer, i fotocopiatori e le stampanti. Oltre ad una diffusione di buone prassi da seguire individualmente. In collaborazione con la direzione tecnica, gare e acquisti e logistica dell'ateneo, è stata verificata la possibilità di ottenere un risparmio immediato riducendo l'utilizzo del sistema di riscaldamento all'interno degli edifici universitari. Abbiamo progressivamente ridotto l'orario di accensione delle caldaie e dei circuiti dell'impianto di riscaldamento, con ciò anche accogliendo l'invito di parte della comunità universitaria, che ha dimostrato una particolare sensibilità rispetto al consumo di gas nell'attuale contesto di crisi internazionale.

Quali sono in concreto i progetti dei vari dipartimenti e dei diversi docenti?
Nell'ambito della loro attività di ricerca scientifica, i colleghi in ateneo sviluppano a livello individuale, di dipartimento, di team di ricerca numerose iniziative e progetti. Mi piace in questa sede ricordare taluni di quelli realizzati dagli altri componenti della Commissione RUS. Il professor Alessandro Romeo dirige il Laboratory for Photovoltaicsand Solid State Physics (LAPS) su energia pulita e, in particolare,fotovoltaico di seconda generazione. LAPS realizza prototipi di celle fotovoltaiche composti da film sottili e che quindi impiegano un centesimo del materiale che viene normalmente impiegato per le tradizionali celle al silicio e con temperature di processo estremamente più basse. Assieme alla ricerca di nuovi materiali non tossici e abbondanti in natura, ci consente di sviluppare energia solare a bassissimo impatto ambientale e a basso costo. Nel dipartimento di Biotecnologie, l'amico e collega professor David Bolzonella coordina un gruppo di ricerca che si occupa dello sviluppo di processi e prodotti innovativi nell'ambito del riciclo e della valorizzazione di scarti agro-alimentari, rifiuti organici e acque reflue e fanghi per la produzione di biocarburanti, fertilizzanti e bioplastiche grazie al finanziamento di numerosi progetti europei. Tutte queste tematiche risultano centrali nell'ambito del progetto per la Chimica verde per il quale il dipartimento di Biotecnologie è risultato vincitore del premio dei Dipartimenti di Eccellenza del ministero per l'Università e la Ricerca.

C'è una collaborazione costante con altre realtà del territorio, quanto è impostante lo sviluppo di tali relazioni?
Nel dipartimento di Economia aziendale, la collega professoressa Silvia Cantele è impegnata nel progetto "Sostenibilità: istruzioni per le aziende", finanziato da Confindustria Vicenza. Esso verte sulla progettazione di un modello di valutazione e implementazione della sostenibilità nelle aziende associate (circa 900). Sei stagisti del corso di laurea magistrale in Management e strategia d'impresa stanno lavorando sul progetto, che porterà anche dal punto di vista scientifico alla validazione e pubblicazione di una nuova scala di misurazione della sostenibilità aziendale. Sempre con Confindustria Vicenza nel 2020-2021 sono state mappe le principali tendenze in atto in tema di disclosure settoriali di sostenibilità, definizione di un modello e redazione di un report di sostenibilità di settore applicabile alle imprese aderenti alla Sezione Chimica di Confindustria Vicenza. Nello stesso periodo di tempo, la Regione Veneto ha finanziato il progetto "RSIT: Reti per la Sostenibilità delle Imprese nel Territorio Veneto", ente proponente Fondazione Università Ca' Foscari Venezia, in collaborazione tra tutti gli atenei veneti e diversi altri partner, per la promozione e il consolidamento di reti territoriali in grado di sostenere la cultura della RSI nelle imprese venete, favorendo la diffusione delle pratiche virtuose e lo sviluppo di un sistema territoriale che sostenga le imprese che investono in azioni di responsabilità sociale. E sempre su questi temi si terrà nella sede di Vicenza, venerdì 29 aprile, la tappa del salone della Corporate Social Responsibility e della Innovazione sociale.Per il gruppo di lavoro tematico sull' Educazione, la professoressa Sidia Fiorato del dipartimento di Lingue e Letterature straniere sta seguendo progettualità che si svolgeranno in collaborazione con la scuola per attività di formazione di studenti e insegnanti sulle tematiche della sostenibilità. Verranno organizzati seminari. Infine, il professor Angelo Pietrobelli ha coordinato il progetto "L'uso dell'acqua: valori nutrizionali e valorizzazione della sua funzione", nato dalla collaborazione tra università di Verona, Acque Veronesi e le scuole di primo e secondo grado della Provincia di Verona. Mediante un questionario quantitativo/qualitativo di nove domande sull'assunzione giornaliera di liquidi, distribuito a giovani studentesse e studenti, per meglio comprendere le loro abitudini e il loro rapporto con l'acqua. I dati raccolti, esposti in un incontro su uso/riuso dell'acqua e sulle sue funzioni, aiuteranno a migliorare le abitudini alimentari di studenti e studentesse veronesi. Il progetto, durato tre anni e interrotto nel 2020 a causa della pandemia, ha visto, nel primo anno, oltre 800 partecipanti delle Scuole veronesi e nel secondo, circa 3000. A completamento del progetto si sono pubblicati, sempre in collaborazione tra università e Acque Veronesi, un poster distribuito nelle farmacie veronesi e negli studi pediatrici, un libro consegnato ai genitori delle studentesse e degli studenti coinvolti, un vademecum distribuito alla cittadinanza e posto su specifiche postazioni, in luoghi di riunione e socialità.

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