Banco Alimentare, in un anno aiutate 100 mila persone

05 lug 2021
Adele Biondani Adele Biondani

Alfiere della lotta contro lo spreco di cibo, Banco Alimentare Veneto, basato da 32 anni a Verona, in via Torricelli, ha intensificato nel 2021 la raccolta di alimentari da ridistribuire a 434 organizzazioni caritatevoli convenzionate, che assistono oltre 100mila persone. «Da gennaio a maggio, in magazzino sono arrivate e smistate 2.202 quintali di derrate contro i 1.576 del pari periodo 2020, +39%. Il ritiro di ortofrutta da produttori è a 171 quintali contro i 115 dell’anno precedente, +48%. Anche il progetto Siticibo, che consiste nella raccolta di alimenti freschi e cucinati, ma non serviti, dalla ristorazione organizzata (mense aziendali, universitarie, scolastiche e ospedaliere, società di catering, hotel), o invenduto dai supermercati, è arrivato a 160 quintali da 145», conteggia la presidente, Adele Biondani. Un’opportunità anche per le aziende, che possono ridurre i rifiuti prodotti. «L’anno scorso abbiamo recuperato e redistribuito 5.074 quintali di alimentari per far fronte a una domanda che si gonfia», evidenzia. È aumentata la quantità di prodotti in arrivo dalla Comunità europea così come la dotazione del Fondo nazionale indigenti: diversi lotti sono stati consegnati in ritardo dagli anni precedenti. Nell’emergenza «è salita la sensibilità contro lo spreco», afferma Biondani. Il riscontro si è avuto nel ritiro da mense, Gdo e da agricoltori o società che commercializzano ortofrutta. Gli agricoltori sono più consapevoli del valore sociale di ciò che producono. Se un’azienda rovescia un bancale di ortaggi, non lo imballa, ma regala il recuperabile. Banco Alimentare fa da intermediario con le associazioni. Sono proseguite, inoltre, le donazioni da privati in tutto il Veneto. C’è chi eroga cifre importanti e non vuole comparire. C’è chi versa sul conto corrente 10 euro al mese. «Una risposta commuovente», commenta Biondani. Dagli uffici della Zai si calcola che la domanda a giugno 2020, al termine della prima ondata pandemica fosse salita del20%. In autunno è ulteriormente rimbalzata. Le richieste hanno iniziato a non essere più solo formulate dalle organizzazioni di volontariato. «Purtroppo arrivano sempre più spesso chiamate individuali, anche da professionisti e imprenditori in difficoltà. Le persone ci contattano perché siamo più anonimi rispetto all’associazione del quartiere alla quale per pudore non si rivolgerebbero mai», evidenzia. Per questo Banco Alimentare ha creato un servizio ad hoc e devia le domande dei singoli ai volontari che ricevono le telefonate a domicilio ed erogano le indicazioni opportune. Va.Za.

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