In bus, bici o con auto elettriche. Così le emissioni saranno a metà

LA RICERCA L’indagine raccontata da Bienati «Verso una città carbon neutral» tra situazione attuale e idee future 21 mag 2021

Se raddoppiasse il numero di persone che si muove sui mezzi pubblici, aumentasse del 50 per cento quello che tecnicamente viene chiamato «load factor auto», cioè il numero di passeggeri all'interno delle auto, e passasse da una media di 1,3 a 3, se gli spostamenti in bici o a piedi registrassero un incremento del 30 per cento e i veicoli circolanti fossero tutti elettrici o ibridi, ecco che le emissioni di anidride carbonica a Verona si ridurrebbero del 46 per cento. Irrealizzabile? Non secondo il project manager Area studi e ricerche della Fondazione per lo sviluppo sostenibile Massimiliano Bienati che, intervistato dal direttore de L'Arena Maurizio Cattaneo, ha illustrato l'indagine «Verso una città carbon neutral».Focalizzata sul territorio di Verona, è una fotografia della situazione attuale, con una serie di indicazioni sulla strada da seguire nel breve periodo, attraverso una serie di azioni concrete. Emerge che il fabbisogno energetico della città, ossia la quantità di energia di cui necessitano i cittadini per abitare, spostarsi, lavorare, imparare, divertirsi, curarsi, in una parola, vivere, è pari a circa 417 mila tonnellate equivalenti di petrolio, che per il 36 per cento soddisfano esigenze di trasporto e per il 34 per cento quelle residenziali.I consumi necessari per far funzionare le industrie sono il 19 per cento, quelli del terziario il 9 per cento e quelli comunali, compresa l'illuminazione pubblica, il 2 per cento. Per ridurre l'impatto sull'ambiente e quindi le emissioni è necessario agire su due fronti: su una mobilità efficiente, che significa elettrica e condivisa, e su un abitare efficiente. Partiamo dal primo punto. In media, gli spostamenti per esigenze di lavoro sono il 50 per cento del totale, per la gestione famigliare il 23 per cento, per motivi di studio il 15 per cento e per il tempo libero il 12 per cento. Il 90 per cento di questi spostamenti avviene in ambito urbano e, per il 70 per cento, sono fatti con auto private: un dato che conferma la tendenza dei veronesi a muoversi in auto, anche per percorsi brevi. Circa il 60 per cento per cento degli spostamenti, infatti, avviene in un raggio di 5 chilometri, il che consentirebbe l'utilizzo di mezzi alternativi, come ad esempio il trasporto pubblico locale, che invece è utilizzato per soddisfare solo il 10 per cento delle esigenze di mobilità. A fronte di questa situazione, la soluzione per una città carbon neutral è, secondo Bienati, lo shift modale, un piano strategico della mobilità sostenibile che passi dalla «riorganizzazione e potenziamento dell'offerta del servizio pubblico, dalla diffusione di servizi di sharing mobility e di car-pooling, da politiche di supporto alla mobilità ciclopedonale».C'è poi il capitolo del residenziale, sul quale intervenire: oltre l'80 per cento delle abitazioni è poco efficiente dal punto di vista del risparmio energetico, dice l'indagine. La principale causa di inefficienza energetica degli edifici è la dispersione termica attraverso i muri perimetrali, il tetto, le aperture e gli infissi. Dispersione, che riguarda sia il calore da riscaldamento nei periodi invernali che il freddo da climatizzazione nei periodi estivi.«Porre rimedio in modo efficace a questo aspetto», conclude Bienati, «significa intervenire con una ristrutturazione energetica profonda degli edifici, che consenta di limitare le dispersioni di energia delle abitazioni, riducendo i consumi per la produzione del calore per riscaldare gli ambienti». . F.Lor.

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