Di Camilla Madinelli

«Quello che mangiamo può modificare il futuro»

LIBRI 05 lug 2021
Cibo e futuro Maria Teresa Ferrari, Eliana Liotta e Francesca Briani Cibo e futuro Maria Teresa Ferrari, Eliana Liotta e Francesca Briani

•• Variare il cibo a tavola fa bene all’economia, all’ambiente e alla salute. Perché, oggi più che mai, la battaglia per il benessere personale e del pianeta si combatte anche agendo sul sistema alimentare, sul modo in cui avviene la produzione e con quello che si mette nel piatto. È una questione di sopravvivenza, non solo per la specie umana e una svolta ecologica quanto mai urgente. Non basta più, infatti, occuparsi di petrolio e carbone: dal sistema alimentare dipende un terzo delle emissioni di gas serra nell’atmosfera. È la tesi, suffragata dalla scienza, raccolta da Eliana Liotta, giornalista, scrittrice e divulgatrice scientifica, nel libro Il cibo che ci salverà (La nave di Teseo) in cui viene proposto un approccio ecologico e nutrizionale. Come? Parlando di diete, non solo per le proprietà salutari, ma anche per la capacità di riduzione delle emissioni inquinanti. Spiegando l’impatto degli alimenti nel nostro corpo, ma anche sulla terra e nei mari. Illustrando le ultime novità in fatto di carne prodotta in laboratorio e di colture idroponiche. La bibliografia alla fine del volume è solida, lo stile dell’autrice come sempre piacevole. «Siamo quello che mangiamo», afferma Liotta, citando il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach, «e quello che mangiamo può cambiare il mondo». Per questo libro Liotta si è avvalsa della consulenza sia dell’Eiee-Istituto europeo per l’economia e l’ambiente sia del Progetto Eat della Fondazione Gruppo San Donato. Autrice di best seller come La Dieta Smartfood, Liotta ha vinto nel 2020 il premio Montale per la saggistica e il premio Vivere a spreco zero. «L’Onu ci ha avvisato da qualche anno: il riscaldamento globale non potrà fermarsi se non modificheremo il sistema alimentare, il nostro modo di coltivare, allevare e consumare», ha affermato Liotta a Ospedaletto di Pescantina, al Villa Quaranta Park Hotel della famiglia Tommasi in una serata di presentazione del suo libro Il cibo che verrà per iniziativa de «La cura sono io». La divulgatrice, amica di lunga data dall’associazione, ha dialogato con la sua presidente Maria Teresa Ferrari e con l’assessore alla cultura del Comune di Verona, Francesca Briani. Tre donne che hanno parlato a molte altre donne, dato il pubblico perlopiù femminile che ha assistito all’incontro. Per ragionare insieme di cibo, ambiente e sostenibilità. Per confrontare abitudini e comportamenti a tavola, pensando non solo a linea e salute ma anche a ciò che aiuta il pianeta. Per recuperare insieme un’etica alimentare da insegnare alle nuove generazioni. «L’attenzione per l’ecologia deve passare da ciascuno di noi», ha sottolineato Liotta. «Non possiamo più permetterci deforestazioni e allevamenti intensivi, che consumano suolo, energia e acqua». L’invito a chi vive nei Paesi industrializzati per frenare il riscaldamento globale è di limitare al massimo il consumo di carni rosse e trasformate, zucchero, farine raffinate e di raddoppiare il consumo di cibo vegetale. «Senza una rivoluzione della forchetta», ha precisato Liotta, «non potremo mai ridurre l’inquinamento».•. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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