Di Monica Sommacampagna

Scelta «green» anche per il vino italiano

07 lug 2021
Uiv Paolo Castelletti Uiv Paolo Castelletti

«Il disciplinare di produzione sostenibile per i vini italiani, con una quarantina di regole, è sul nastro di approvazione entro l'estate e già importanti regioni vitivinicole stanno inserendo sistemi incentivanti nei PSR, ma il salto 'green' in avanti l'Italia lo farà con il piano strategico nazionale». Lo ha annunciato ieri a Roma Giuseppe Blasi, capo dipartimento delle politiche europee e internazionali del Mipaaf nell'assemblea generale annuale di Unione Italiana Vini dopo il traguardo che, come ha ricordato il segretario generale, il veronese Paolo Castelletti, «ha reso l'Italia unica al mondo dopo la Nuova Zelanda con l'approvazione del decreto verde il 23 giugno scorso». «I vini certificati si distingueranno con un logo pubblico univoco su cui ci stiamo accordando, che costituirà un importante strumento di promozione globale». ha detto il ministro alle politiche agricole Stefano Patuanelli. Regole chiare sono d'obbligo in un mondo dove sono gli stessi consumatori a esigerle. In base a una recente indagine di Wine Intelligence, si tratta del 43 per cento, mentre un 55 che associa la sostenibilità a packaging in vetro. «Due sono i macrotrend globali enfatizzati dalla pandemia: una crescita dell'impegno etico e della domanda di prodotti sostenibili e più attenzione alla salute e al benessere» ha affermato Pierpaolo Penco, Country manager Italia della società. Se a inizio anno hanno continuato a riscuotere curiosità i vini bio, al secondo posto i sostenibili si ritagliano ottime prospettive di mercato, con un consumatore etico disposto a sborsare di più. Dopo le testimonianze green delle cantine Argiolas, Settesoli, Firriato, Frescobaldi e Schenk Italia, il focus è passato sul piano strategico nazionale dove «per la prima volta il Mipaaf non si è limitato a fare da passacarte e per cui dovremo selezionare le filiere su cui investire» ha detto Patuanelli. «Ma abbiamo ottenuto risposte molto importanti per il settore del vino dalla logistica alla produzione» aggiunge Blasi. La sfida è utilizzare in modo efficace i circa 220 miliardi europei entro il 2026 per rilanciare l'agroalimentare italiano» ha aggiunto il sottosegretario al Mipaaf Gian Marco Centinaio. «La sostenibilità serve anche per migliorare la gestione delle imprese» ha dichiarato Angelo Riccaboni, presidente di Santa Chiara Lab. E mentre Sandra Gallina, direttore generale per la sicurezza e salute alimentare in commissione europea, ha annunciato uno studio sull'impatto di una etichettatura con i valori nutrizionali, Paolo De Castro ha anticipato: «Entro l'estate 2022 sarà proposta a Bruxelles una etichettatura per il vino con calorie e altre informazioni tramite codice a barre e sistemi elettronici». Ingente il lavoro effettuato sulla Pac testimoniato, oltre che da De Castro, da Pina Picierno, Herbert Dormann e Roberto Berruti: «Per sette anni l'Italia beneficerà di 348 milioni all'anno». Per Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini: «Per accompagnare le imprese del vino nella transizione culturale legata alla sostenibilità abbiamo pensato a un percorso pluriennale su formazione, investimenti, promozione».•.

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