Di Dario Pregnolato

Uguaglianza di genere I passi da fare

AGENDA 2030: OBIETTIVO 5 05 lug 2021
La premier finlandese Sanna Marin, eletta nel 2019, sta lavorando per la parità di genere La premier finlandese Sanna Marin, eletta nel 2019, sta lavorando per la parità di genere

È il momento di prendersi cura della Terra e dell'uomo. È per questo motivo che, come recita il titolo di un libro di Aldo Cazzullo, "le donne erediteranno la Terra". Perché sanno prendersi cura. Sono le più attrezzate a prevenire i rischi e cogliere le grandi opportunità che abbiamo di fronte. Sono più inclini a guardare al domani, hanno a cuore il futuro, evitano lo spreco e secondo recenti studi sono più disponibili a battersi per l'ambiente e le energie pulite. Tra le tante speranze e utopie del mondo moderno, ad aver messo radici concrete è stata proprio la rivoluzione delle donne. Al punto che in molti paesi la rivoluzione è un fatto compiuto. Come testimonia il fatto che ad essere elette come i due leader politici più importanti degli ultimi decenni siano state Margaret Thatcher e Angela Merkel. Più recentemente, come ha scritto il sociologo Luca Ricolfi, nelle società avanzate le donne premier sono poche, 6 su 29, ma tutte hanno portato successi importanti nella lotta al Covid. In Europa, i tre paesi scandinavi che hanno evitato la seconda ondata sono tutti e tre guidati da donne: Erna Solberg in Norvegia, Sanna Marin in Finlandia, Mette Frederiksen in Danimarca. In Europa centrale, l'unico paese che nella prima ondata è riuscito a limitare i danni è stato ancora una volta la Germania di Angela Merkel. L'analisi condotta da due ricercatrici delle università di Liverpool e di Reading, "Leading the fight against the pandemic: does gendere really", sentenzia come tra 194 Paesi, i 19 a guida femminile hanno registrato risultati migliori in termini di rapidità ed efficacia nella risposta al Covida. Garantire, dunque, alle donne la rappresentanza nei processi decisionali, politici ed economici, come sostiene l'Onu, promuoverà economie sostenibili. Per questo l'obiettivo 5 dell'Agenda 2030 mira a "Raggiungere l'uguaglianza di genere e l'empowerment (maggiore forza, autostima e consapevolezza) di tutte le donne e le ragazze", ponendo così "fine a ogni forma di discriminazione nei confronti di tutte le donne, bambine e ragazze in ogni parte del mondo" (5.1).Le cifre Circa i due terzi dei paesi in regioni in via di sviluppo hanno raggiunto la parità di genere nell'istruzione primaria. Nel 1990, in Asia meridionale, solo 74 bambine erano iscritte alla scuola primaria per 100 bambini. Nel 2012 i tassi d'iscrizione erano gli stessi per le ragazze e per i ragazzi. Permangono ostacoli nell'accesso alla scuola primaria e secondaria nelle regioni dell'Africa subsahariana, in Oceania e in Asia occidentale. Peraltro, nell'Africa subsahariana la proporzione di donne che occupano posti di lavoro retribuiti al di fuori del settore primario è aumentato dal 35% del 1990 al 41% del 2015. A livello globale, le donne rappresentano il 39% della forza lavoro, ma detengono solo il 27% delle posizioni manageriali. Migliora il dato relativo alla rappresentanza: in 46 paesi, le donne detengono oltre il 30% di seggi nei parlamenti nazionali in almeno una Camera. Obiettivi "La piena ed effettiva partecipazione e pari opportunità di leadership a tutti i livelli del processo decisionale nella vita politica, economica e pubblica" è il target 5.5. Prima però sarà necessario "riconoscere e valorizzare il lavoro di cura e il lavoro domestico non retribuiti tramite la fornitura di servizi pubblici, infrastrutture e politiche di protezione sociale e la promozione della responsabilità condivisa all'interno del nucleo familiare, secondo le caratteristiche nazionali"(target 5.4). Soprattutto urge "eliminare ogni forma di violenza contro tutte le donne, bambine e ragazze nella sfera pubblica e privata, incluso il traffico a fini di prostituzione, lo sfruttamento sessuale e altri tipi di sfruttamento" (target 5.2).

In collaborazione con