La stalla sostenibile "coltiva" fiori e bambini

ritratti d'azienda 10 giu 2021
L'azienda agricola vicentina Orna ha avviato una svolta nel 2008 dedicando il nome alla prima mucca allevata L'azienda agricola vicentina Orna ha avviato una svolta nel 2008 dedicando il nome alla prima mucca allevata

Benessere animale, rispetto per l'ambiente, attenzione al territorio e al sociale. Sono tre delle declinazioni che l'azienda agricola Orna di strada di Lobbia dà alla sostenibilità. Una parola che per i coniugi Pierluigi Ponzo e Valentina Caltran va al di là dei tanti discorsi che si sentono quotidianamente, tanto che hanno voluto certificarsi.

«Abbiamo deciso di mettere nero su bianco un percorso che mio marito ha intrapreso da quando nel 2008 è subentrato nell'azienda agricola di famiglia - sottolinea Caltran - cambiandone il nome in quello della prima mucca che aveva munto a sette anni. Nel 2015 ha abbandonato la vecchia modalità di allevamento per passare alla "stalla etica" che mette prima di tutto il benessere dell'animale, libero di girare e andare a mungersi al robot secondo le sue abitudini e con un pascolo adiacente la stalla».

Dal 2019, poi, nella gestione è entrata in prima persona la moglie, ed è stata una rivoluzione in tantissimi aspetti dell'azienda, dall'introduzione della coltivazione delle piante aromatiche a una riorganizzazione dell'accoglienza, fino all'idea di un asilo da far partire in settembre.«Oggi non si riesce a vivere solo di latte, quindi ho pensato di diversificare. Abbiamo iniziato a frequentare diversi corsi e siamo partiti in via sperimentale con la lavanda, poi l'anno scorso abbiamo aggiunto anche altre piante officinali, tra cui elicriso, calendula, rosmarino, camomilla, malva, melissa e iperico».

Con Legambiente collaborano invece al progetto "Map 7.000 fiori", legato al mondo delle api, mentre un'altra partnership è quella con la cooperativa "Terrabase" con la quale vorrebbero far partire un asilo in fattoria. Il lavoro con i bambini, del resto, è già iniziato. «Facciamo parte delle fattorie didattiche - continua Caltran - e le domeniche di giugno saranno dedicate proprio alle visite, ovviamente con tutte le necessarie misure di sicurezza. In questo contesto stiamo anche lavorando a una nuova struttura per la didattica». Si chiama invece "Il Lavandeto della Lobia" il marchio creato per i prodotti che vendono nel negozio: tisane, miele, olii essenziali, biscotti alla lavanda.

Dal suo arrivo nella cabina di regia, insomma, di cose Caltran ne ha realizzate un bel po'. «Ho portato un po' di brio - ride - venendo da un settore totalmente diverso, come la formazione, mentre mio marito, che ha studiato medicina veterinaria, segue tutta la parte "tecnica". La nostra filosofia è cercare di mantenere il più possibile l'ambiente sano, anche per le nostre figlie e fare qualcosa di buono. Oggi tutti parlano di sostenibilità, ma si tratta di un percorso complesso, che riguarda il lato economico, sociale e ambientale, ognuno dei quali ha varie sfaccettature. Siamo tra i pochi ad avere ottenuto la completa certificazione e i fornitori stessi ci dicono che siamo "in anticipo" sul latte sostenibile. È successa la stessa cosa quando abbiamo adottato la stalla robotica e poi è diventata un requisito richiesto. Speriamo che accada anche stavolta».

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