Mille auto elettriche sulle strade: «Mercato in grande espansione»

COME CAMBIA L’ECONOMIA L’intervento di Massimo Nordio, amministratore delegato di Volkswagen Italia 21 mag 2021
Massimo Nordio, amministratore delegato di Volkswagen Group Italia FOTOSERVIZIO MARCHIORI Massimo Nordio, amministratore delegato di Volkswagen Group Italia FOTOSERVIZIO MARCHIORI

Sono mille le auto elettriche a Verona e provincia. Su un totale, però, di 625mila mezzi. Numeri che vanno verso la sostenibilità ambientale, ma non sono ancora abbastanza. Ieri nell'intervento a «Agenda Verona Idee per lo sviluppo sostenibile» Massimo Nordio, amministratore delegato di Volkswagen Group Italia, ha spiegato come il mercato dell'auto elettrica sia in espansione a livello mondiale (e quindi anche in Italia), ma anche come i passi da compiere siano ancora tanti. Secondo Nordio sono tre i motivi che in passato non hanno fatto decollare la vendita di mezzi a motore elettrico. E cioè: il prezzo d'acquisto, l'autonomia e i tempi di ricarica. «Le caratteristiche del veicolo elettrico devono essere analoghe a quelle delle auto a cui siamo abituati ora», ha detto nel suo intervento l'ad. «Erano queste differenze e frenare la diffusione delle auto elettriche in passato che, va ricordato, non sono state inventate cinque o dieci anni fa. Il motore elettrico», ha precisato Nordio, «esiste da almeno cinquant'anni». Il prezzo d'acquisto per questo tipo di mezzi, ha specificato l'ad Volkswagen Group Italia, infatti, un tempo raggiungeva anche il 30 per cento in più rispetto a quelli a motore termico. «Si parlava», ha aggiunto, «di una autonomia di cento, centocinquanta chilometri al massimo. E poi la questione dei tempi di ricarica: a volte anche di ore». Tutte caratteristiche che di certo non hanno mai incentivato all'acquisto. «Grazie agli investimenti del nostro gruppo», ha evidenziato nel corso del talk Nordio, «offriamo auto elettriche che hanno lo stesso prezzo delle auto a cui siamo abituati. Con una autonomia anche di 500 chilometri e con tempi di ricarica, grazie alla rete ad alta potenza, anche inferiori a trenta minuti». L'obiettivo è il 2050 e cioè la data, alla luce degli accordi di Parigi, a cui si punta per raggiungere l'impatto zero di anidride carbonica. «Non si può parlare di un "D-day" dell'elettrico, ma in questo periodo di transizione è fondamentale fare gioco di squadra». Un processo che però non riguarda solo i mezzi, ma con un impatto molto più vasto. E con un dispendio di energie economiche non irrilevante: «Il processo di riconversione industriale», ha detto Nordio, «è piuttosto lungo e complesso se consideriamo poi che in tutto il mondo abbiamo 125 fabbriche». Se da un lato il gruppo tedesco punta alle emissioni zero, dall'altro c'è una nuova sfida da vincere: «Avere tutte auto elettriche», ha concluso l'amministratore delegato, «ha un senso compiuto solamente se tutta l'energia per rifornire le batterie viene da fonti rinnovabili. Noi, comunque, riteniamo di essere avanti. Il tema dell'auto elettrica per tutti e non per pochi ci vedrà protagonisti».Alla tavola rotonda condotta dal direttore de L'Arena, Maurizio Cattaneo, c'era anche Giuliano Talò, responsabile direzione Private Banking di Sparkasse-Cassa di Risparmio di Bolzano. «La banca, oggi, viene chiamata ad ruolo complesso», ha spiegato Talò durante il talk show, «che comprende anche quello di fare da cinghia di trasmissione nelle questioni di politiche industriali e sociali». E poi: «Per questo nel concedere credito siamo chiamati a valutare quanto le aziende siano sostenibili». I passi verso la sostenibilità vanno veloci: «Oggi», ha aggiunto Talò, «parliamo solamente di orientamenti, ma ben preso diventeranno normative. Anche perché», ha sottolineato, «il tema della sostenibilità è sempre più centrale per i nostri clienti. E quando non lo è lo poniamo noi». C'è poi la questione pandemia che ha pesato nell'ultimo anno e mezzo, e non poco: «Abbiamo erogato quattrocentocinquanta milioni di finanziamenti per contrastare l'emergenza covid 19. Mentre nel 2020 abbiamo fatto concessioni di moratorie per 1.800 miliardi di euro, che equivalgono a circa novemila richieste fra aziende e persone fisiche, su un portafoglio di sei miliardi e mezzo», ha concluso Talò fornendo una panoramica sugli ultimi mesi.. N.V.