Adoa lancia la sfida per un nuovo welfare

11 ago 2021
Il nuovo welfare Coesione e inclusione per l’Associazione diocesana Il nuovo welfare Coesione e inclusione per l’Associazione diocesana

Un Paese più forte in grado di agganciare la ripresa e ripartire con slancio attraverso l’innovazione, la digitalizzazione, il turismo, la competitività, la transizione ecologica. Attraverso, anche, un nuovo welfare in grado di sostenere una società che cambia. Sono gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che dedica un ampio capitolo (e ampie risorse) anche alla necessità di azioni per ridurre le disuguaglianze tra i cittadini, con un occhio di riguardo per gli anziani e per coloro che vivono ai margini. Anche questa è una declinazione della sostenibilità, sociale. Iniziative (e aiuti economici) servono anche a Verona dove Adoa, l’Associazione diocesana opere assistenziali, della quale fanno parte una quarantina di enti, e l'Osservatorio Sulle Disuguaglianze, nato all’inizio del 2020 riunendo organizzazioni sindacali, Centro Servizi Volontariato e soggetti del Terzo settore, si sono seduti intorno al tavolo per individuare delle soluzioni concrete, “chiavi in mano", in grado di attrarre quelle risorse. Ne è nato un documento di policy per lo sviluppo di politiche locali, di coesione sociale ed inclusione delle persone fragili al quale, spiega Maurizio Carbognin, rappresentante dell'Osservatorio, “in poco più di un mese hanno aderito 49 realtà dell'associazionismo, della sanità, del socio-assistenziale e del terzo settore veronese”. Tra le proposte concrete messe nero su bianco ad oggi da questi enti, la ristrutturazione di almeno un terzo delle Rsa presenti nel territorio e di una trentina di alloggi di edilizia residenziale pubblica non utilizzati. Ancora, la copertura del servizio di assistenza domiciliare, con tutte le funzionalità che possono favorire la permanenza delle persone nella propria residenza, la creazione di almeno cinque “Stazioni di posta”, integrate con il Servizio Sanitario e i Centri per l’impiego e, infine, l’istituzione di Case della Comunità distribuite in tutta la provincia. Sono proposte che rappresentano un assist a Comuni, Ulss e a tutte le realtà pubbliche e private il cui ruolo è determinante per rendere questi obiettivi concreti. Adoa, spiega il segretario generale Tomas Chiaramonte, “si è impegnata nella stesura di questo documento per dare il proprio contributo di riflessione, esperienza ed azione al sistema sanitario, socio-sanitario e di supporto alla fragilità nel quale operano gli enti aderenti che hanno accettato di aprire le riflessioni emerse in particolare nel periodo covid”. A dimostrazione dell'approccio multidisciplinare del progetto, sono stati coinvolti anche Giorgio Mion, co-coordinatore del tavolo innovazione e ricerca, cultura e formazione, comunicazione e rapporti con l'Università di Adoa, Elisabetta Elio, referente dell'Area Anziani e Michele Righetti, coordinatore dell'Area opere di carità e azioni ad impatto sociale di Adoa. •. F.Lor.