Di F.L.

«Auto elettriche, siamo pronti. Volkswagen farà la sua parte. Stop al carbone entro il 2050»

10 giu 2021
Le nuove ID.3 di Volkswagen, questi veicoli sono i  primi modelli di una generazione completamente «rivoluzionaria» di auto elettriche pure, a zero emissioniL’amministratore delegato di Volkswagen Group Italia Massimo Nordio Le nuove ID.3 di Volkswagen, questi veicoli sono i primi modelli di una generazione completamente «rivoluzionaria» di auto elettriche pure, a zero emissioniL’amministratore delegato di Volkswagen Group Italia Massimo Nordio

Obiettivo: essere a impatto neutro di carbonio entro il 2050, riducendo del 40 per cento le emissioni di anidride carbonica per auto nel Vecchio Continente di qui al 2030. Volkswagen vuole rendere la mobilità elettrica sostenibile alla portata di tutto, mettendo, col programma Way To Zero, l’Ambiente al centro di tutte le attività del gruppo. E Volkswagen Group Italia, che ha sede a Verona, sta mettendo l’acceleratore su questo processo. La strada che l’azienda sta percorrendo la spiega l’amministratore delegato, Massimo Nordio: da una parte incentivare l’utilizzo dell’elettrico, dall’altra modificare le attività di business in un’ottica di sostenibilità, con progetti mirati portati avanti anche nella sede di Verona.

Quali sono gli obiettivi per quanto riguarda la mobilità elettrica? A che punto siamo oggi?

La transizione verso la mobilità elettrica è oramai in atto e i numeri sono in crescita costante. L’offerta si sta arricchendo sempre più, le auto elettriche di oggi sono tecnologicamente più avanzate e permettono già ampie autonomie. Ma sarà necessario un lavoro di squadra con tutti gli attori coinvolti – quindi, oltre ai costruttori automobilistici, anche le aziende energetiche e le istituzioni – per far sì che l’e-mobility si affermi definitivamente. Sarà un processo graduale, è impensabile convertire l’intero parco circolante nel giro di pochi anni.

Un tassello necessario è la decarbonizzazione a 360 gradi. Qual è la situazione negli stabilimenti e a che punto è, in particolare, il sito di Verona?

Decarbonizzazione è la parola chiave per la strategia globale del Gruppo Volkswagen. L’obiettivo è la carbon neutrality entro il 2050, e ciò significa che non solo tutti gli stabilimenti, ma tutte le aziende del Gruppo, in tutto il mondo, dovranno azzerare il proprio impatto entro quella data. La produzione è uno degli ambiti più complessi su cui intervenire, ma sono già stati fatti enormi passi concreti: sempre più impianti produttivi sono già carbon neutral, e il processo si intensificherà nei prossimi anni. Pur non essendo direttamente coinvolti nella produzione, anche noi in Volkswagen Group Italia siamo impegnati in tal senso. Negli anni abbiamo modificato le attività di business in un’ottica di sostenibilità, e stiamo portando avanti progetti mirati presso la nostra sede, tra i quali anche una profonda ristrutturazione con interventi improntati alla sicurezza e alla drastica riduzione dell’impatto ambientale, verso il nostro obiettivo che noi definiamo il goTOzero.

Le vendite delle auto elettriche auto elettriche, nell’anno della pandemia, sono balzate in avanti del 43 per cento, portando il parco veicoli circolanti a quota 3,2 milioni. Un numero importante, ma ancora limitato rispetto al totale che supera il miliardo. Quali sono gli ostacoli maggiori per una diffusione ancora maggiore di questi veicoli?

Al momento, considerando l’oggettiva evoluzione tecnologica delle ultime vetture lanciate sul mercato e gli incentivi attualmente disponibili, l’ostacolo principale è una percezione distorta dell’auto elettrica e del suo utilizzo. Una comunicazione chiara, che consenta ai potenziali clienti di essere correttamente informati e di avere gli elementi necessari per scegliere, è fondamentale.

Volkswagen non può assumersi da sola il peso della decarbonizzazione mondiale della mobilità, per la quale servono veicoli elettrici ma anche infrastrutture adatte e una trasformazione anche culturale. Secondo lei, a che punto siamo?

Sicuramente le infrastrutture di ricarica, in particolare la rete ad alta potenza HPC (High Power Charging), hanno un ruolo fondamentale per agevolare la user experience e abbattere definitivamente alcuni preconcetti legati alla ricarica. Per questo abbiamo stretto delle partnership strategiche che hanno proprio l’obiettivo di ampliare e capillarizzare la rete in Italia. E per quanto riguarda la trasformazione culturale… Beh, molte persone sono già “elettrocompatibili”, cioè pronte per la mobilità elettrica, ma ancora non lo sanno. E qui torniamo all’importanza dell’informazione corretta e della chiarezza nella comunicazione. 

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