Coca Cola, un messaggio «sostenibile»

IMPRESE IN PRIMA FILA 28 lug 2021
La sede produttiva di Coca Cola Hbc a Nogara La sede produttiva di Coca Cola Hbc a Nogara

Non c’è niente di più chiaro dei numeri per raccontare l’impegno di Coca Cola Hbc in fatto di sostenibilità: sono a parecchi zeri, e da diversi anni si concentrano soprattutto nello stabilimento veronese della società, quello di Nogara, il più grande in Europa. Solo nel 2020 qui sono stati investiti venti milioni di euro per tecnologie innovative che hanno generato impatti sulla sostenibilità, in diversi modi. È quanto riportato nella diciassettesima edizione del Rapporto di Sostenibilità 2020, pubblicato in questi giorni, intitolato «Il nostro messaggio per il futuro». Sono raccolti anche i risultati del sito produttivo di Nogara che ha contribuito a confermare l’attenzione di Coca Cola Hbc Italia nel rendere le proprie attività sempre più sostenibili. «Sono orgoglioso perché so che dietro c’è l’impegno di tutti i colleghi e dei partner con cui ogni giorno diamo vita a questa fabbrica», commenta Dario Soriano, direttore dello stabilimento veronese. «Dopo quasi cinquant’anni di attività qui a Nogara», spiega, «non abbiamo intenzione di smettere di investire e lavorare per migliorare le nostre performance, essere sempre più sostenibili e creare valore per le nostre persone e la comunità, e questi numeri ne sono la conferma». Andando con ordine, la primavera scorsa Coca Cola ha introdotto sul mercato italiano la sua prima bottiglia realizzata con il 100 per cento di plastica riciclata (rPET): oltre la metà vengono prodotte nello stabilimento scaligero. Una innovazione che è stata possibile a seguito dell’abolizione del limite del 50 per cento di rPET nella produzione di bottiglie e che non riguarda solo i prodotti Coca Cola, ma anche gli altri marchi del portafoglio dell’azienda come Fanta, Sprite e FuzeTea, per un totale di centocinquanta milioni di confezioni che nel corso del 2021 saranno realizzate completamente in plastica riciclata, un triplo incremento nei quantitativi di rPET utilizzato rispetto allo scorso anno. “Questa novità conferma la centralità nelle nostre strategie di crescita dello stabilimento di Nogara, dove oggi lavorano cinquecento colleghi e che dalla sua nascita ha visto ampliamenti e ammodernamenti per oltre duecentocinquanta milioni di euro», spiega Manuel Biella, direttore Supply Chain di Coca Cola Hbc Italia. E aggiunge: «Siamo orgogliosi di essere la prima azienda di bibite analcoliche a introdurre sul mercato una bottiglia realizzata interamente con plastica riciclata, un ulteriore passo per rendere sempre più concreto il concetto di economia circolare». La società, sempre all’inizio di quest’anno, ha rinnovato il suo impegno anche per la sostenibilità degli imballaggi secondari, quelli non a diretto contatto con il prodotto: anche questa volta in prima linea c’è lo stabilimento di Nogara, il primo del gruppo a produrre KeelClip per le lattine “slim”, un innovativo sistema per le confezioni multiple realizzato in carta Fsc, marchio che identifica i prodotti contenenti legno proveniente da filiera responsabile e 100 per cento riciclabile. Un risultato ottenuto grazie a un investimento di sei milioni di euro da parte dell’azienda, che ha scelto proprio il sito produttivo veronese per questa nuova tecnologia. Infine, altra novità, dopo Fanta, verrà rimosso il colore anche dalle bottiglie di Sprite, al fine di rendere più facile il riciclo in nuove bottiglie trasparenti. Il Rapporto di Sostenibilità 2020 racconta anche gli altri ingredienti della ricetta dello stabilimento di Nogara che, oltre all'ambiente, comprende pure l’attenzione per le persone, per le quali vengono organizzati numerosi momenti di formazione nel corso dell’anno. L’impegno è rivolto anche alla comunità locale, attraverso il supporto a diverse iniziative, come il Premio Campiello e Learn Your Job, l’iniziativa all’interno del programma #YouthEmpowered di Coca Cola Hbc Italia, sviluppata con i Giovani Imprenditori di Confindustria Verona e in collaborazione con il Cosp Verona, pensato per supportare gli studenti nella transizione tra scuola e mondo del lavoro. Nell’elenco anche la recente adesione al progetto «67 Colonne per l’Arena di Verona», il progetto di fundraising per sostenere la Fondazione promosso da Fondazione in collaborazione con Athesis. L’impegno per la comunità ha trovato conferma anche durante l’emergenza Covid 19, con la donazione di oltre un milione di prodotti, insieme a dispositivi di protezione individuale, destinati a ospedali e associazioni del territorio.•.