Di F.L.

Dalla terra alla cantina: «Un impegno sociale anche per i nostri figli»

10 giu 2021
La sede di Valdo Spumanti a Valdobbiadene in provincia di Treviso, nel regno del prosecco La sede di Valdo Spumanti a Valdobbiadene in provincia di Treviso, nel regno del prosecco

Un impegno green per i nostri figli, dalla campagna alla cantina. Si ereditano tecniche, competenze, anche valori. Quello dell’attenzione alla sostenibilità è un affare di generazioni, in Valdo Spumanti, l’azienda di Valdobbiadene che ha la sede amministrativa a Verona. Cuore e vitigni radicati in due aree vocate alla viticoltura. La famiglia Bolla, oggi alla guida dell’azienda con Pierluigi, amministratore delegato e presidente, ha sempre avuto una grande attenzione per i terreni dai quali nascono le uve. «È un percorso iniziato negli anni Ottanta con mio padre Sergio, che avviò una collaborazione con l’Università Cattolica di Piacenza, con una studio che riguardava i nostri terreni per uno studio che portava anche a ridurre la produzione e limitare l’uso di antiparassitari per avere una maggior tutela dell’ambiente. Ogni generazione costruisce per quella successiva, ho sempre sentito questo senso nel dovere non solo nel rispetto della mia famiglia e della mia azienda ma anche nel rispetto della natura e dell’ambiente dove operiamo». Un primo passo che ha portato subito al coinvolgimento dei conferitori dell’azienda, con l’obiettivo che sviluppassero pratiche agricole tali da tutelare il più possibile l’ambiente. «Perché questa è una responsabilità collettiva», ha spiegato Bolla. «Tutti gli abitanti della zona del Valdobbiadene rispettano il loro territorio», ha detto, «e il risultato lo vediamo nella grande biodiversità che caratterizza quell’area con migliaia di ettari di prati, di boschi, con zone in cui ancora crescono le orchidee selvatiche. Lo stesso aumento delle superfici vitate non è stato assolutamente invasivo del territorio ma ha rispettato questa biodiversità senza aver interventi invasivi, tutto si è sviluppato in maniera naturale e per questo è arrivato anche il riconoscimento dell’Unesco». L’attenzione alla sostenibilità, nelle sue diverse declinazioni, continua ancora oggi, nei campi, in cantina, anche nella comunità. «Lavoriamo per una progressiva riduzione nell'uso delle risorse idriche, nel 2020 a parità di produzione abbiamo risparmiato almeno il dieci per cento di acqua», ha spiegato Bolla, «ma anche della carta e della plastica attraverso la creazione di packaging innovativo. Pensiamo, per esempio, ai secchielli di plastica che troviamo quando andiamo nei ristoranti per tenere fresco lo spumante, noi abbiamo sostituito la plastica con il legno e abbiamo risparmiato circa cinquemila tonnellate di plastica con tutte le conseguenze positive che ci sono. Ci impegniamo per il recupero e lo smaltimento degli scarti di produzione e sosteniamo progetti di riforestazione con campagne promozionali importanti per lo sviluppo di nuove aree e abbiamo calcolato che in questo modo abbiamo recuperato 62 tonnellate di Co2». La sostenibilità è anche sociale, e allora in Valdo «è forte l'impegno verso tutti i nostri dipendenti: lo scorso anno non è stata fatta cassa integrazione, abbiamo garantito a tutti un’assicurazione covid e un contributo economico straordinario, sostenendo durante il lockdown la rete degli agenti, in totale 120, anche nel periodo dove tutto il settore si era bloccato, non abbiamo fatto mai mancare il sostegno economico al grande capitale umano che lavora all’interno dell’azienda. Sostenibilità vuol dire anche aiutare la comunità nella quale si è inseriti e dove si lavora con interventi mirati a favore di Croce Rossa, Croce Verde, per il ripristino dell’ospedale di Valdobbiadene, per allestire tunnel degli abbracci nelle rsa del nostro territorio». «Nei prossimi anni», ha proseguito il presidente, «continueremo a lavorare nelle nostre campagne con un ridotto e migliore uso di fitofarmaci. È stato eliminato l’uso del glifosato e questo è un segnale importante per tutto il territorio visto che in quelle zone ci sono asili, scuole, ospedali e residenze per anziani. Un’attenzione rivolta soprattutto alle fasce deboli della popolazione. Abbiamo inoltre deciso di installare nella nostra cantina di pigiatura un impianto termosolare: un investimento di cinquecentomila euro che ci permetterà di ricavare il 75 per cento del nostro fabbisogno energetico. Per il restante 25 per cento, acquisteremo energia elettrica da fonti rinnovabili e quindi un impegno importante anche in questo settore. Infine completeremo tutte le nostre strutture con interventi mirati antisismici per la sicurezza del lavoro con un investimento di due milioni di euro, purtroppo in pochi lo sanno ma tutta la zona della collina da Conegliano a Valdobbiadene è a grande rischio sismico. Sono tutte operazioni in ottica ecosostenibile che abbiamo programmato nel tempo e non ci siamo fermati anche nei momenti più difficili caratterizzati dall’emergenza coronavirus». 

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