Di F.L.

Enti e imprese con i cittadini per la Verona del domani

10 giu 2021
Il presidente di Confindustria Michele Bauli Il presidente di Confindustria Michele Bauli

Una strategia sul medio e lungo periodo, che volga lo sguardo tra venti, trent’anni con l’obiettivo di creare una città nella quale si possa vivere bene, in grado di essere attrattiva dal punto di vista economico e industriale. È l’auspicio di Michele Bauli, presidente di Confindustria Verona, secondo il quale le basi per questa Verona del domani già ci sono: «Questa città ha grandi qualità dal punto di vista architettonico ed è ricchissima dal punto di vista culturale ed economico», spiega Bauli, «dobbiamo partire da qui, dai tanti progetti che sono presenti nella nostra città». Ed elenca «il recupero di aree storiche come l’Arsenale e l’ex Scalo Merci, i grandi progetti che attraversano la città come la Tav, e poi il Quadrante Europa e l’area della Marangona, ma anche la valorizzazione di infrastrutture fondamentali come la fiera e l’aeroporto: iniziative che singolarmente non possono cambiare la fisionomia della città ma che, coordinate da una unica visione, potrebbero rendere nel medio lungo periodo Verona una città più sostenibile. Con Verona 2040 abbiamo voluto dare il nostro contributo per costruire questa visione che partendo dai tanti punti di forza della città possa delineare la Verona che vorremmo essere fra vent’anni». Una visione d’insieme che regala molte riflessioni, un percorso che coinvolge enti pubblici e privati, cittadini e imprese: queste ultime che da tempo trovano il supporto di Confindustria Verona, impegnata ad accompagnarle verso una maggiore sostenibilità – ambientale, economica, sociale – che rappresenta una leva fondamentale per la ripartenza nel post pandemia. «Siamo in prima linea», afferma ancora il presidente di Confindustria Verona, «con diverse iniziative. Da un lato supportiamo le imprese attraverso l’informazione la formazione, con vademecum, con una sezione del nostro portale web dedicata proprio a questo tema, e con una serie di webinar che rientrano nel nostro progetto Crescere sostenibili». Citando le parole usate proprio da Michele Bauli in uno di questi eventi, nelle scorse settimane, «è arrivato il tempo di metterci degli occhiali diversi, che ci aiutino a guardare al nostro interno scoprendo che attività che facciamo magari da tempo, rientrano in un processo di sostenibilità. La domanda più frequente che viene fatta è: come imprenditore da dove posso iniziare ad affrontare questo tema? Credo che ogni impresa abbia un suo punto di ingresso». Confindustria Verona supporta le aziende anche in questo percorso, affiancandole fisicamente. E poi promuove iniziative come le Rir, le aggregazioni di aziende caratterizzate da una spinta verso l’innovazione, «Le tre Rir che fanno capo ad aziende veronesi stanno lavorando su progetti di sostenibilità dalla rete Rivelo con il progetto Reload per la logistica sostenibile a Riav sul packaging alimentare a Veneto Clima ed Energia. Un altro esempio è Investinverona, col quale promuoviamo il riuso degli immobili industriali dismessi anche attraverso il supporto diretto a progetti del Comune di Verona”. Investinverona è infatti una “finestra” alla quale possono affacciarsi investitori, italiani ed esteri, interessati a realizzare attività produttive nel Veronese. Dagli stessi imprenditori arrivano segnalazioni di immobili e aree dismesse che spesso rappresentano una opportunità per chi vuole fare degli investimenti. E non mancano le richieste anche da Paesi stranieri, a dimostrazione che Verona continua ad essere un territorio attrattivo per chi vuole fare impresa. Una iniziativa quindi, che supportando il sistema economico, riduce l’impatto ambientale migliorando il volto della città. La sensibilità c’è, come pure la consapevolezza che la sostenibilità può migliorare il business, oltre che tutelare l’ambiente. La sostenibilità per le imprese è già una realtà basti pensare che all’interno del G20 l’Italia è l’ottava economia ma è terzultima per emissioni di anidride carbonica. Dietro di noi ci sono solamente la Francia che però ha il nucleare e l’Argentina che non ha il nostro tessuto economico. Siamo la settima industria del G20 nella classifica del valore aggiunto e, anche qui, siamo terz’ultimi per emissioni di Co2, dietro a Gran Bretagna e Argentina. Abbiamo una grandissima produzione di energia solare ed eolica che ci pone al terzo posto sempre tra i Paesi del G20, tra i quali abbiamo il maggior numero di certificazioni ambientali Iso 14001 in rapporto al Pil. Se veniamo alla nostra regione», prosegue Bauli, «siamo secondi in Italia per investimenti green dal 2015-2019, e la sesta regione italiana per produzione di energia da fonti rinnovabili». Mentre a Verona, da un’indagine di Confindustria di qualche mese fa, «è emerso che oltre l’80 per cento delle imprese aveva avviato o aveva allo studio progetti di sostenibilità. Una sostenibilità in senso lato che accanto a interventi in ambito di recupero e riciclo dei rifiuti e l’efficientamento energico trova infatti l’eco progettazione dei prodotti e l’eco-innovazione di processo», sottolinea ancora il numero uno della Confindustria scaligera. Un buon punto di partenza per la Verona del domani. 

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