Di L.M.

L’agricoltura pulita tra lotta agli sprechi e recupero dei rifiuti

10 giu 2021
Stand di frutta e verdura all’interno di Veronamercato Stand di frutta e verdura all’interno di Veronamercato

«Dobbiamo partire dalle urgenze del nostro tempo e interpretare correttamente quello che ci chiedono i consumatori: quelli di oggi e, soprattutto, quelli di domani. E, di conseguenza, agire concretamente. La sfida climatica, la riconversione del comparto primario, passano necessariamente da una struttura di mercato diversa. Non è green washing: è una scelta strategica. E Veronamercato l’ha compiuta, prima di tanti altri». Michele Gruppo è il presidente del mercato agroalimentare scaligero, una delle colonne portati di quella complessa organizzazione che garantisce ogni giorno i rifornimenti alimentari all’intero Paese e che, ovviamente, non si è fermata nemmeno un momento neppure nei giorni più duri della pandemia. «Partiamo dai dati dell’ultima ricerca del Censis e di Enpaia pubblicata in questi giorni: per nove giovani su 10 la sostenibilità ambientale e la lotta al global warming sono le priorità del prossimo futuro. E per sei giovani su 10 della “generazione Z” (16-26 anni) gli agricoltori hanno interpretato correttamente questa sfida. I giovani sono convinti che l’agricoltura sia un motore di sostenibilità. Addirittura, quasi il 92 per cento ritiene corretto investire per aiutare gli agricoltori in questa sfida dato che il settore, per il 90 per cento di loro, sarà capace di garantire un’occupazione di qualità. Non mi sembra vi siano dubbi sulla strada che dobbiamo percorrere: questo chiedono i nostri clienti di domani, ed a Veronamercato come a tutta la rete nazionale dei mercati, tocca il compito di favorire e consolidare questo processo. È questo il senso della sfida che come Italmercati abbiamo lanciato al Governo: abbiamo chiesto una piccola parte del recovery Plan destinato al settore primario, 226 milioni, appena il tre per cento dei 6,8 miliardi richiesti dal Mipaaf (ma lo 0,08 per cento dell’intero Piano nazionale di ripresa e resilienza) per accelerare su questa strada».

Il tre per cento appena, non è troppo poco?

«Dipende da come si impiegano le risorse. Il piano di Italmercati è preciso e puntuale ed agisce direttamente dove serve per un upgrade sostenibile: dall’intermobilità green alla digitalizzazione che vuol dire, tra l’altro, corretta tracciatura dei prodotti, alla cogenerazione energetica al recupero dei rifiuti ed alla lotta allo spreco alimentare…E, con orgoglio, sottolineo come Verona di questo piano sia una componente formidabile impegnandosi di intercettare circa il 20 per cento degli investimenti proposti»

Questo vale per il futuro, ma per il passato?

«Come dicevo, Veronamercato si è mossa da tempo. Produciamo dal 2009 l’energia che ci serve grazie ad uno dei primi e più importanti impianti fotovoltaici installati nel Nord Italia. Con altrettanto impegno operiamo per ridurre lo spreco alimentare, le emissioni di gas serra agendo direttamente sui processi produttivi, razionalizzando i consumi, riducendo i rifiuti e sviluppando sempre di più la raccolta differenziata. Mi permetta di citare un solo dato relativo all’impegno contro lo spreco: nel primo trimestre di quest’anno abbiamo recuperato e donato al sistema del volontariato sociale ben 88 tonnellate di derrate alimentari, 63 di verdura e 25 tonnellate di frutta, che in altri tempi sarebbero andate sprecate. La strada da fare è ancora molta e coinvolge moltissimi soggetti: ma dai mercati passerà sempre di più la certezza per i consumatori della integrità della filiera alimentare non soltanto in termini di prodotto, ma anche di attenzione complessiva all’ambiente ed alla sostenibilità del nostro modello di crescita». 

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