Di F.L.

L’autostrada del futuro che produce idrogeno: «Stimolare la domanda con la nostra offerta»

10 giu 2021
Colonnine con pompe a idrogeno sull’Autostrada del Brennero Colonnine con pompe a idrogeno sull’Autostrada del Brennero

Sarà l’influenza dei Paesi del Nord, dove le sue corsie arrivano e dove l’attenzione alla sostenibilità da anni si traduce in politiche concrete. Sta di fatto che in Autostrada del Brennero una sensibilità “green” è presente già da tempo e oggi punta ad una infrastruttura nella quale la mobilità sia integrata, a emissioni zero e, obiettivo altrettanto ambizioso, a zero vittime. Prima di tutto l’autostrada, asse principale di collegamento tra l’area mediterranea e la Middle Europa: «Da qui», spiega Diego Cattoni, amministratore delegato di Autostrada del Brennero, «transita l’11 per cento di tutto l’import e l’export italiano». L’obiettivo è quello di creare un vero e proprio “corridoio green”: l’impegno è iniziato da tempo. Oltre all’asfalto fonoassorbente utilizzato sull’intera asse, sono state installate decine di chilometri di barriere antirumore e impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici. La terza corsia sarà realizzata su terreno già oggi occupato dall’autostrada e anche a nord di Verona la terza corsia dinamica, che sfrutta una corsia di emergenza potenziata, sarà creata a consumo di suolo zero. In più c’è la spinta alla mobilità su rotaia, al fine di ridurre il trasporto di merci su gomma. «A22 ha creato vent’anni fa, in tempi lontani rispetto alle attuali esigenze, due società concorrenti che fanno trasporto di mezzi su rotaia», spiega Cattoni. Una ha sede vicino al casello di Verona Sud, l’altra è una partecipata che si trova a Monaco «e insieme gestiscono 12mila treni l’anno: in questo modo», sottolinea l’ad, «il rafforzamento del trasporto su rotaia sgrava l’infrastruttura stradale riducendo l’impatto sull’ambiente». Oggi il 70 per cento delle merci viaggia su gomma e il restante 30 su treno: l’obiettivo è quello di invertire il rapporto. C’è poi un piano che prevede di raggiungere entro pochi anni l’obiettivo “zero emissioni, zero vittime” e Autostrade del Brennero lo sta realizzando con una serie di attività avviate, anche queste, già da tempo. «L’errore umano incide per il 95 per cento degli incidenti: attraverso le tecnologie vogliamo portarlo a zero», spiegato Cattoni, entrando poi nel merito del progetto “zero inquinamento”: «Stiamo investendo per avere su questo asse tutti mezzi a zero emissioni». Oggi, la A22 è interamente servita da stazioni di ricarica elettrica. Per incentivare la diffusione di veicoli green, il rifornimento è completamente gratuito. Anche i pionieri dell’idrogeno non rischiano di restare a piedi lungo il Brennero: il centro di Bolzano sud, gestito dalla partecipata IIT, produce idrogeno in maniera pulita attraverso l’energia idroelettrica e alimenta, oltre ai veicoli della Autobrennero, gli autobus di Bolzano. Obiettivo a lungo termine della società è quello di creare una rete di distribuzione capace di servire tutta l’arteria di competenza, con punti di rifornimento posti ad una distanza non superiore ai 100 chilometri. I vantaggi sono notevoli: questi veicoli, a differenza di quelli elettrici, non hanno una pesante batteria ma un serbatoio che viene caricato a idrogeno. Attraverso un processo automatico viene così prodotta la corrente elettrica che alimenta l’auto, emettendo solo vapore acqueo. Inoltre hanno un’autonomia che arriva anche a 700 chilometri e i tempi per fare il pieno sono analoghi a quelli degli altri carburanti fossili. La società vorrebbe, entro fine decennio, riuscire a produrre idrogeno in ogni stazione dell’autostrada: «Vogliamo stimolare la domanda di mezzi ad idrogeno attraverso la nostra offerta di carburante», conclude Cattoni. 

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