Di F.L.

Una banca green tra mutui, nuovi alberi e risparmi sostenibili

10 giu 2021
L’ingresso della sede direzionale Sparkasse Cassa di Risparmio di Bolzano L’ingresso della sede direzionale Sparkasse Cassa di Risparmio di Bolzano

La banca, oggi, viene chiamata ad ruolo complesso, che comprende anche quello di fare da cinghia di trasmissione nelle questioni di politiche, industriali e sociali. Ci sono quindi azioni che vengono intraprese internamente, verso il territorio, indirizzate ai clienti, per i quali i temi della sostenibilità sono sempre più centrali. E poi c’è la necessità di valutare la sostenibilità delle aziende, al momento della concessione del credito. Una sensibilità che Sparkasse-Cassa di Risparmio di Bolzano ha nel Dna, come spiega l’amministratore delegato Nicola Calabrò, e che da alcuni anni a questa parte è strutturata attraverso percorsi e progetti concreti.

Sparkasse-Cassa di Risparmio di Bolzano ha avviato un imponente programma, “Sparkasse Green”: in cosa consiste?

Lo scorso anno, nel momento di lancio di questo programma, abbiamo voluto dare un segnale aderendo all’operazione Mosaico Verde ideata da AzzeroCO2 e Legambiente, che prevedeva la realizzazione di iniziative a favore dell’ambiente. Noi siamo intervenuti con un progetto di riforestazione nelle aree delle province di Bolzano, Trento e Belluno che, nel 2018, erano state colpite dalla tempesta Vaia. Abbiamo fatto delle donazioni che hanno contribuito alla piantumazione di tremila alberi, in particolare larici, abeti bianchi e abeti rossi. Ci sono poi altre iniziative che abbiamo avviato internamente e con i nostri clienti ai quali, ad esempio, diamo la possibilità di optare per il programma “zero carta”. A loro viene offerta anche l’opportunità di scegliere di investire i risparmi in fondi con caratteristiche Esg: per rendere l’idea oggi i capitali presenti nei fondi comuni d’investimento raggiungono nella nostra banca i due miliardi, e un quarto di questi, quindi 500mila euro, sono rappresentanti da fondi che rispondono a regole Esg. C’è una grande sensibilità da parte dei clienti anche perché c’è la consapevolezza che, spesso, questi fondi investono in settori trainanti e offrono rendimenti molto buoni.

Parte del mondo della finanza ha iniziato a valutare il rating di sostenibilità delle aziende. Dal vostro punto di vista, che peso ha?

Anche noi abbiamo inserito nel piano industriale approvato un mese fa un progetto che prevede proprio questo: quindi non siamo già operativi in questi termini ma lo diventeremo presto. Abbiamo sempre avuto una spiccata sensibilità nei confronti dei tempi ambientali, quindi la sfida è quella di rendere più strutturato questo approccio che fa parte del nostro Dna.

Sostenibilità è anche attenzione al territorio nel quale si opera: in questi mesi di emergenza sanitaria ed economica quale è stata la risposta della banca alle necessità della comunità e delle imprese?

Nell’aprile dello scorso anno abbiamo deciso di stanziare 500mila euro, destinati per 50 per cento a famiglie seguite dalla Caritas e l’altra metà all’azienda sanitaria locale di Bolzano, per supportarla nell’acquisto di ventilatori per le terapie intensive. In quello stesso periodo abbiamo voluto mettere al centro anche i nostri clienti, dando loro la possibilità di congelare le rate del pagamento dei mutui: il 25 per cento dei titolari di finanziamenti ha aderito alla proposta. Abbiamo anche creato nuove linee di credito assistite dalle garanzie statali: da marzo a dicembre 2020 abbiamo quindi erogato 500 milioni di finanziamenti Covid. La banca, di fronte all’emergenza, a una situazione inaspettata, è stata quindi in grado di attrezzarsi in modo veloce.

E dal punto di vista organizzativo?

Abbiamo accelerato una serie di progetti che avevamo già in cantiere e per i quali erano previsti tempi più lunghi. Ad esempio operare con clienti a distanza, un anno fa significava permettere alcune operazioni con l’internet banking. Altri servizi, come ad esempio la consulenza o l’investimento di titoli, erano invece impensabili da remoto, perché la banca non era attrezzata. La pandemia ha velocizzato quindi i progetti per l’operatività a distanza: in poche settimane abbiamo dato la possibilità, ai clienti che non riuscivano a venire nelle nostre filiali, di operare da casa attraverso strumenti sicuri e conformi alle normative.

Il 2021 come è iniziato? Dal vostro osservatorio, ci sono segnali di ripresa?

La situazione non è omogenea. Ci sono fasce di popolazione e alcune categorie di imprese che in questi dodici mesi hanno incrementato la loro liquidità. In altri casi, per impossibilità di lavorare o di tenere aperta l’azienda, si sono create situazioni difficili. La nostra banca ha però un dato molto significativo: abbiamo iniziato a concedere moratorie di 12 mesi a marzo 2020, e il 70 per cento erano in scadenza tra marzo e aprile di quest’anno. Il 92 per cento dei clienti che hanno sospeso mutui hanno ripreso a pagare: non ci aspettavamo una percentuale così alta. L’otto per cento ha invece chiesto una ulteriore dilazione, di pochi mesi: cittadini e imprese che ritengono di riprendere a lavorare con regolarità a stretto giro. È andata molto meglio di come ci aspettavamo. 

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